Un anno di sorprese

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Analisi a cura di

In aprile i mercati, come la natura in Primavera, hanno trovato nuova linfa mettendo a segno performance positive. Su più fronti anche in aprile i colpi di scena non sono mancati: pensiamo ai dazi commerciali imposti dall’amministrazione USA alla Cina, “all’ acuirsi delle tensioni geopolitiche sul caso Siria” e all’incontro storico fra le due Coree. Gli addetti ai lavori parlano anche di soprese finanziarie del 2018. Il Sole 24 Ore fa notare come “la borsa italiana sia la migliore fra quelle europee (ex Russia) e la seconda a livello mondiale dietro a quella brasiliana”. Il clima a Piazza Affari si è rasserenato grazie al ridimensionamento dei crediti rischiosi da parte delle banche. Stupore è giunto anche dal mercato dei cambi: la Sterlina inglese si avvicina ai livelli pre- Brexit ed il nostro Franco ha toccato la “famosa” soglia di 1.20 contro Euro che la BNS aveva abbandonato nel gennaio 2015. Del deprezzamento del Franco e della ripresa globale sincronizzata stanno approfittando le esportazioni ed in particolare il nostro settore orologiero. L’azione del gruppo Swatch ha messo a segno +20% ca. ed è il top performer dello SMI; il concorrente Richemont segue a ruota con una performance del +7% ca.

Seguono con performance positive tre titoli del settore assicurativo (Zurigo, Swiss Re e Swiss Life) e la Lafarge Holcim. I restanti 14 titoli dello Swiss Market Index sono in rosso, come lo stesso SMI fanalino di coda dei listini europei. Altra sorpresa l’abbiamo avuta dal prezzo del petrolio. A prescindere dai cinguettii di Trump, “i prezzi del petrolio sono artificialmente molto alti! Non va bene e non saranno accettati!”, il WTI ha raggiunto e superato i 68 dollari al barile, mentre il Brent i 75 USD/b. Per quest’ultimo gli analisti prevedono una forbice di prezzo fra gli 80 ed i 100 USD/b. In Svizzera il prezzo medio della benzina è salito a 1.56 CHF/litro, mentre agli estremi della classifica prezzi, troviamo il Venezuela con 0.01 CHF/l e l’Islanda con 2.10 CHF/l. Altra sorpresa del mese è il rendimento del decennale statunitense che è salito sopra al 3% per la prima volta dal 2014. Il maggiore costo del denaro potrebbe far rallentare la crescita economica o rendere le azioni meno attrattive, ma secondo una recente analisi di UBS, ci vuole del tempo prima che questo possa succedere; inoltre la fiducia dei consumatori è al massimo dal 2000 e altro sostegno alle azioni è dato dai risultati societari che in questi giorni sono stati delle belle sorprese per gli addetti ai lavori, con reazioni molto positive da parte del mercato in particolare sui tecnologici statunitensi. Le perdite sulle strategie di gestione si sono quindi ridimensionate e per esempio un bilanciato in CHF di UBS ha una perdita dell1.8% su base annua. 

Fabrizio Marcon, L’Informatore, 04.05.18

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