Sent ul vent ch’el bofa

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Analisi a cura di

Nel nostro ultimo articolo concludevamo “Non possiamo escludere delle belle notizie che aiuteranno a sostenere i mercati da qui a fine anno”. Non siamo ancora alla fine dell’anno ma per il mese di ottobre verrebbe da esclamare “nemo profeta in patria” viste le performance decisamente negative sulle principali piazze finanziarie. Le Borse sono per certi versi simili alla superficie marina che “è quasi ovunque in uno stato di agitazione costante, con creste e flutti che salgono e scendono incessantemente”. Il moto ondoso è generato dal vento che spirando con più o meno intensità provoca onde di diversa altezza e dimensione. Lo stato del mare è classificato secondo una scala che va da 0, mare calmo, fino a 9 che indica una violenta tempesta. Il vento tempestoso in borsa è dato dall’aumento dei contagi da COVID19 e dalle chiusure parziali di alcune attività commerciali. Il tutto si è aggiunto ai rischi “conosciuti” quali le elezioni negli USA e la Brexit. Negli USA, i principali listini hanno fatto registrare le peggiori performance dal mese di marzo. Il Dow ha perso il 4.6% nel mese, l’S&P500 ed il Nasdaq il 2.8% ed il 2.3% rispettivamente. Un altro vento che aleggiava nel mese è stato l’indicatore della paura, la volatilità, il cui indice VIX ha raggiunto un massimo di quattro mesi. Dal canto suo il nostro indice Swiss Market Index (SMI) ha fatto anche peggio sulla scia delle altre borse europee scendendo ben al di sotto dei diecimila punti con un -5.88%, cioè 599.85 punti persi. Su 22 giornate di contrattazioni, 12 sono state negative e 10 positive. La giornata migliore è stata quella del 16 (+139 punti) e la peggiore quella del 28 (-268.84 punti). Unico titolo in controtendenza è stato UBS dopo la pubblicazione dei risultati. Al 30.10.20 dei 20 titoli dello SMI se ne contano solo tre in attivo; si tratta di Lonza, Sika e Givaudan. In fondo alla classifica troviamo Swiss Re e Swiss Life. Anche il KOF, il barometro degli esperti del Politecnico di Zurigo è stato inferiore alle aspettative: la congiuntura segna un rallentamento con l’indicatore in calo di 3,5 punti a 106.6, sotto le aspettative. Dopo il crollo di maggio, erano quattro mesi di fila che saliva. Guardando ai settori, il KOF mette in evidenza “il cattivo andamento degli affari per l’alberghiero e la ristorazione, nonché per altri settori di servizio quali le agenzie di viaggio e i gestori immobiliari. Questi servizi lamentano una grave recessione, mentre altri, come il commercio via internet sono in progressione. Buone nuove anche dalla BNS. Grazie al terzo trimestre, la banca centrale ha registrato un surplus di 14.3 miliardi. L’utile è stato generato in particolare dall’oro (+9 mia) e dalle valute estere (+5.3 mia); esso sarà quasi certamente ridistribuito per 4 mia a Confederazione e Cantoni. Il vento soffia contro? Proviamo a navigare di bolina, “andem incontra al vent!”.

Fabrizio Marcon, L’Informatore, 06.11.20

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