Mercati “vaccinati”

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Analisi a cura di

Le tanto agognate buone notizie sono finalmente arrivate. I rischi principali temuti dai mercati finanziari si sono dissipati ed è tornata la quiete dopo la tempesta di ottobre. Infatti nel corso del mese di novembre, gli investitori sono stati rassicurati dalle elezioni negli USA, non tanto da chi fosse il nuovo presidente ma dallo status quo delle maggioranze alle Camere. Ma il vero rally delle borse mondiali lo ha innescato la notizia del 9 novembre data dalla Pfizer sull’efficacia del suo vaccino contro il Covid19. A questa hanno fatto eco in pochi giorni Moderna/Biontech ed Astrazeneca. Mercati “vaccinati” e così le Borse hanno messo a segno performance da record. Il Dow Jones statunitense ha toccato un nuovo top storico superando i 30’000 punti e così ha fatto il tecnologico Nasdaq Composite attestandosi ben sopra il massimo d’inizio settembre. Le belle notizie sono giunte anche dalla Cina, dove l’attività delle fabbriche nel mese appena trascorso ha superato le previsioni e la banca centrale cinese ha sorpreso con nuovi aiuti a basso costo. Non sorprende quindi che nel 2020 l’indice più performante dietro solo al Nasdaq sia il cinese CSI 300. Molte altre borse in novembre sono riuscite a tornare in territorio positivo su base annua. In Asia notiamo la Corea, Taiwan, il Giappone e l’India. In Europa, troviamo Svezia, Russia e Germania ed abbiamo assistito all’affermazione di tutti i settori anche se con divari fra loro importanti. Per esempio, nell’Eurostoxx600, i migliori risultati mensili li hanno ottenuti il petrolifero (+35%), il bancario (+33%), l’assicurativo (+26%) e l’auto (+23%) ma i tre migliori del mese rimangono al momento fortemente negativi sull’anno (-26%, -22% -15% nell’ordine).  Per quanto riguarda Il nostro indice Swiss Market Index (SMI), esso è tornato sopra la soglia dei 10’500 punti scalando 1000 punti in un mese. La sua performance rimane ancora negativa su base annua e lontana di 700 punti circa dai massimi di febbraio. Mille punti di recupero sono da collegare ai prezzi di altre società che sono tornate a superare le quotazoni di inizio anno. Delle venti aziende presenti nello SMI, oggi ben nove hanno un segno positivo. Leader indiscussa del 2020 è Lonza (+63%), mentre il fanalino di coda resta Swiss Re (-23%). Per dicembre, rimane il rischio aperto sulla Brexit (che tutti sperano sarà annullato dall’accordo GB/UE in queste settimane). Le analisi tecniche prevedono un breve ripiegamento degli indici a causa di situazioni di “ipercomprato”. Comunque i principali listini dovrebbero tornare a salire grazie alla ripresa della crescita mondiale nel 2021. Secondo gli esperti, l’arrivo dei vaccini nel primo semestre del 2021, le politiche fiscali e di bilancio da parte di molti governi, porteranno nuova linfa alle Borse. Staremo a vedere, nel frattempo porgiamo l’augurio di Buone Feste!

Fabrizio Marcon, L’Informatore, 04.12.2020

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