Mercati fra speculazioni, volatilità e fondamentali

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Analisi a cura di

L’anno finanziario 2021 è iniziato con ottimismo grazie alle previsioni di ripresa delle economie mondiali e dell’efficacia dei vaccini contro il Covid-19. Nelle prime tre settimane di gennaio la maggior parte dei listini si trovava in territorio positivo su base annua. Negli Stati Uniti si sono raggiunti nuovi record. Nell’ultima settimana è invece tornata la volatilità (l’indice VIX è rimasto su livelli elevati a 33 punti cioè +43% YTD) e con essa le vendite. L’S&P500 ha subito il peggior calo settimanale degli ultimi tre mesi seguito dal tecnologico Nasdaq. Secondo gli osservatori, il ritorno della volatilità è stato guidato dal posizionamento di mercato piuttosto che dalle preoccupazioni per la crescita. Infatti molte istituzioni statunitensi hanno dovuto aggiustare le loro posizioni “short” (vendute allo scoperto) per tenere conto dei rischi derivanti dagli acquisti coordinati da parte di investitori al dettaglio. Infatti a Wall Street vi è in corso una “guerra” fra i piccoli investitori ed i grandi finanzieri. I primi, uniti in gruppi quale WallStreetBets, “interagiscono su piattaforme come Reddit , Robinhood e praticano strategie di trading comuni comprando titoli ed opzioni che spingono i prezzi al rialzo”. Il caso che è giunto all’onore della cronaca è quello di Gamestop, una catena di negozi di videogiochi. Il titolo della società era stato venduto allo scoperto da molti hedge funds a 18 dollari ad inizio gennaio. Nei giorni scorsi sono entrati in scena i piccoli o presunti tali traders. Con un tamtam mediatico hanno cominciato ad acquistare l’azione Gamestop che, sostenuta anche dalle ricoperture obbligate degli hedge funds, ha messo a segno nel mese +1625% !. Naturalmente l’autorità SEC sta valutando la situazione con l’intento di proteggere gli investitori individuali e l’integrità del mercato. Ma dalla speculazione passiamo ai fondamentali. Finora i risultati societari ed i dati economici sono stati incoraggianti. Negli USA, il 52% delle società dello S&P 500 ha riportato utili nel quarto trimestre e l’88% di queste ha superato le aspettative di profitto del 20% in totale. A livello globale, i dati economici hanno continuato a superare le previsioni, con l’indice Citi Global Surprise a +82 da -79 nell’aprile 2020 al culmine della preoccupazione COVID-19. Tendenza sulla ripresa confermata anche dal Fondo monetario (FMI) che ha rivisto al rialzo le stime sulla crescita economica. L’FMI prevede adesso un PIL mondiale 2020 a -3.5% contro il -5.2% di giugno e per il 2021 un +5,5%. Nell’Eurozona la contrazione è stata del 7.2% nel 2020 e per quest’anno si ipotizza un +4,2%, La Cina, unica grande economia a non essere entrata in recessione nel 2020 con un PIL a +2,3%, nel 2021 dovrebbe crescere dell’8.1%. In Svizzera, per la Segreteria di Stato dell’economia (SECO), il PIL dovrebbe attestarsi a -3.3% per il 2020 e a +3.2% nel 2021.

Fabrizio Marcon, L’informatore, 05.02.21

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