Mercati fra cauta fiducia ed incertezza

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Analisi a cura di

Nel Bollettino trimestrale 3/2020 la Banca Nazionale Svizzera ha esaminato la situazione economica e monetaria ed ha deciso di mantenere il tasso guida e il tasso di interesse sugli averi a vista detenuti sui suoi conti a –0.75%. La BNS inoltre considera che il franco sia sopravalutato e che sia necessario procedere a “interventi più massicci sul mercato dei cambi” e a continuare a “fornire abbondante liquidità al sistema bancario… per stabilizzare l’evoluzione dei prezzi e dell’economia in Svizzera”. Insomma, la politica monetaria delle banche centrali rimane espansiva per affrontare al meglio degli scenari economici con molte incognite. Incognite che derivano in primis dall’incertezza sull’evoluzione dei contagi da coronavirus. Le Borse devono anche affrontare rischi politici quali la Brexit e le elezioni presidenziali negli USA, trovando d’altro canto un sostegno nelle politiche fiscali e di rilancio dei governi, nelle banche centrali e nella ripresa economica. Quest’anno in un mondo in recessione, solo la Cina registrerà un rialzo del PIL grazie, a detta degli esperti,  ad una politica economica rivolta all’esportazione e non alla salvaguardia del reddito e al rilancio del consumo come fatto in Europa e negli USA. Nel mese di settembre i principali listini di Borsa hanno ripiegato leggermente dai massimi di fine agosto. In particolare abbiamo assistito a delle vendite generalizzate sui grandi nomi della tecnologia statunitense il cui indice Nasdaq ha subìto una flessione restando comunque il migliore performer a livello mondiale seguito dagli indici di Cina (CSI300), Corea e Taiwan. In Europa solo la Borsa svedese è in positivo. Il nostro Swiss Market Index è rimasto confinato in una forbice di fluttuazione di 500 punti fra i 10’000 di fine luglio ed i 10550 di metà settembre. Picco questo del mese raggiunto con la fiammata di breve durata che si è avuta dopo le speculazioni su una fusione fra le due maggiori banche svizzere Credit Suisse ed UBS. Lo SMI rimane lontano mille punti dai massimi di febbraio e fra le venti società che lo compongono, sette marcano un segno positivo. Al 30/09/20 la miglior performer è Lonza (+61%) seguita da Givaudan (+31%), Sika (+24,4%), Nestlé (+4,35%), Roche (+0,37%) e Geberit (+0.48%) e ABB (+0.34%). La peggiore è Swiss Re (-37.18%). Sul fronte delle strategie professionali di gestione patrimoniale, segnaliamo che un bilanciato in CHF di UBS in settembre è sceso dell’1,19% e su base annua perde il 4.47%. Per l’ultimo trimestre dell’anno gli analisti ritengono che la ripresa economica continui malgrado l’indeterminatezza dovuta al virus e alle questioni politiche. In queste settimane di ottobre assisteremo alla pubblicazione dei risultati societari. Non possiamo escludere delle belle notizie che aiuteranno a sostenere i mercati da qui a fine anno.

Fabrizio Marcon, L’Informatore, 09.10.2020

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