Largo ai “meme stocks”

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Analisi a cura di

Gli utenti di social network, blog o di posta elettronica si sono sicuramente imbattuti in un meme. Il meme è una parola che ha un’etimologia greca (“mímēma – imitazione”). Il termine fu coniato nel 1976 dall’etologo R. Dawkins per “descrivere una unità base dell’evoluzione culturale umana analoga al gene”. Nel dizionario, il  meme è “un’idea o un comportamento che si diffonde da persona a persona all’interno di una Cultura”. Il significato di meme legato ad internet sarebbe invece “un tormentone che si diffonde in maniera virale e spontanea nel web”. Nell’ambito del trading in borsa, nel 2021 l’attenzione è stata posta sulle “meme stocks”. Queste sono azioni di società quotate in borsa i cui prezzi cominciano a salire velocemente grazie agli acquisti coordinati di trader online. Si tratta per lo più di investitori retail che seguono la strategia di puntare contro le vendite allo scoperto degli hedge fund che hanno fatto precipitare il valore dei titoli. Gli innumerevoli piccoli acquisti fatti da questi trader sui titoli ma in particolare sulle opzioni (diritti di acquisto o di vendita di un titolo a un prezzo prefissato e a una data stabilita) ad essi collegati, possono portare ad uno “short squeeze”. Questo è in sostanza un’impennata dei prezzi generato in particolare dalle ricoperture delle vendite allo scoperto da parte degli hedge fund. Le più famose meme stocks di quest’anno sono GameStop e AMC Entertainment Holding. La prima è la star originale che da gennaio ha guadagnato il 1200% ca, la seconda è una catena di cinema, che ha raggiunto il suo apogeo il 2 giugno a USD 62.55 (+2’850% YTD) per poi essere bloccata per eccesso di volatilità quando era in rialzo del 100% in un giorno e scendere attorno ai 48 USD in questi giorni. Queste operazioni di acquisto vengono fatte da milioni di piccoli investitori “coordinati dalla piattaforma social Reddit, attraverso il canale r/wallstreetbets (che conta circa 10 milioni di utenti, detti “degenerates”) e reso possibile da Robinhood, una app che consente di acquistare e vendere opzioni in modo istantaneo e senza commissioni”. In giugno altre società hanno beneficiato degli acquisti dei “degenerati”. Fra le preferite troviamo il gruppo BlackBerry (società di software e intelligenza artificiale, +106% YTD), Bed Bath & Beyond che si occupa di vendita di prodotti per la casa (+78% YTD). Di questo fenomeno, se vogliamo definirlo così, ne scrivono regolarmente tutti i maggiori giornali e siti finanziari come il Financial Times, il Wall Street Journal, Bloomberg. Barron’s. Goldman Sach’s ha anche ideato un indice che ricalca l’andamento dei titoli raccomandati dai “degenerati” e questo è un segnale dell’attenzione riposta dalla grande finanza sui meme stocks. Oltre a +Reddit, anche Elon Musk, il patron di Tesla, gioca un ruolo nei meme stocks. In gennaio Musk era proprio intervenuto con un tweet che aveva fatto partire la corsa all’acquisto di GameStop. La stessa cosa è successa il 2 giugno, Musk ha scritto su Twitter “Baby Shark” e ciò ha portato ad un immediato rialzo del 10% delle azioni della Samsung Publishing, “uno dei maggiori azionisti della SmartStudy, la società che produce la canzone e il video per bambini divenuti virali. Gli Shark, gli squali sono chiamati anche i grandi investitori della finanza che dopo questi mesi sembrano essere stati messi a dura prova dai piccoli investitori degenerati. Sicuramente a causa di questi movimenti repentini alcuni grandi venditori allo scoperto hanno perso miliardi, è il caso per esempio del fondo Melvin con GameStop, ma la “rivolta” dei piccoli trader contro la finanza tradizionale, il Davide contro Golia è una visione per alcuni affascinante e romantica degli accadimenti in borsa, che però risulta parziale. Infatti vi è un rovescio della medaglia: da una parte vi sono molti piccoli trader che hanno perso i loro risparmi a causa di scommesse risultate sbagliate, dall’altra troviamo case d’investimento tradizionali come Fidelity che deteneva 33 milioni di USD in azioni GameStop saliti poi a sfiorare il miliardo. Si sfregano le mani anche i broker (di solito banche) che prestano le azioni ai venditori allo scoperto contro il pagamento di commissioni che nel caso di GameStop sono salite dal 7 al 30%. Nel 2020 si stima che questa attività, considerata marginale dai “pesci grossi”, abbia fruttato 7.66 mia USD.

Fabrizio Marcon, L’Informatore, 11.06.21

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