Convergenze positive

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Analisi a cura di

La tendenza rialzista dei mercati è stata confermata anche nel corso del mese di ottobre malgrado le solite cassandre pessimiste e le statistiche che lo vedono come il mese più ostico per le Borse. Dopo una prima settimana all’insegna delle vendite, i listini mondiali, dall’8 ottobre, hanno ripreso la loro corsa e raggiunto, in alcuni casi (S&P 500, SMI), nuovi massimi storici. Le ragioni per cui le borse hanno trovato nuova linfa sono da ricercare in una serie di convergenze positive a livello macro e microeconomico. Per quanto concerne il primo livello, quello macro, buoni dati sono giunti dal PMI, l’indice dei responsabili d’acquisti, che negli USA, in Cina e nel nostro Paese è stato migliore delle aspettative.

Negli Stati Uniti abbiamo avuto anche un buon andamento dell’occupazione e di altri indicatori macro. Così, visto che la diagnosi rosea sull’economia è confermata, la Federal reserve ha tagliato ancora i tassi ma ha deciso di fermarsi. Sul piano microeconomico guardiamo ai conti societari; delle 500 aziende che compongono l’indice S&P 500, 356 hanno pubblicato i risultati trimestrali e ben il 76% di esse ha battuto le stime. A livello europeo, le pubblicazioni sono state 177 (su 447) e per il 51% dei casi si è avuta una sorpresa positiva mentre per il 41% una sorpresa negativa. Il rimanente 8% è in linea con le stime. Su base settoriale mondiale abbiamo assistito ad una rotazione con i ciclici che hanno sovraperformato i difensivi del 3%. In Europa questi margini si sono accresciuti toccando il 7%.

Se guardiamo le macroregioni, l’Eurozona nel periodo ha avuto una performance superiore ai mercati statunitensi (+4% contro +3,3%). E in Svizzera? A livello macro abbiamo detto che secondo il PMI, sembra che l’umore della nostra industria stia migliorando anche se a 49.4 punti (+4.9 punti sul mese) siamo ancora al di sotto della soglia di crescita dei 50 punti. Soglia che però è ormai a portata di mano. Lo SMI ha raggiunto nuove vette storiche e continua a macinare record. Mancano due mesi alla fine dell’anno e le convergenze positive continuano: la prima fase dell’accordo commerciale fra USA e CINA a detta del Segretario del commercio statunitense, Wilbur Ross, sembra sia cosa fatta. Altra nota positiva giunge dal dinamismo delle società: Peugeot e Fiat Chrysler hanno annunciato la loro fusione e finalmente, dopo anni di rinvii, la Saudi Aramco, il principale gruppo petrolifero al mondo che pompa il 10% del petrolio mondiale, ha confermato “l’intenzione di quotarsi sulla Borsa saudita”. La quota trattata si aggira fra l’1 ed il 2% e la valutazione totale della società tra i 1500 e 2000 miliardi di dollari. A titolo di paragone ricordiamo che Microsoft ed Apple, le prime due aziende per capitalizzazione a livello mondiale hanno un valore rispettivo di 779 e 748 miliardi di USD a fine 2018.

Fabrizio Marcon, L’Informatore, 08.11.19

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